IL METODO PD

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Nella giornata in cui il Pd aretino diffonde un comunicato stampa dove, prima ricorda che il referendum dello scorso 12 e 13 giugno “ci dice che esistono beni, come l’acqua, che sono e debbono rimanere pubblici” e poi ribadisce, in modo sibillino, che Nuove Acque non cesserà di esistere, arriva anche la notizia del siluramento di Alberto Ciolfi, come presidente di Estra. 

Per quanto riguarda il comunicato stampa, la cosa più spinta che Meacci & co. arrivano a dire è che chiedono “una revisione del piano d’ambito che tenga conto del nuovo quadro scaturito dal referendum”. Per poi aggiungere: “Proponiamo che Nuove Acque ogni anno porti avanti un report locale andando in tutti i Consigli Comunali a spiegare gli investimenti ed i risultati conseguiti in ogni zona”.

Tradotto: “Il Referendum è stato bello, ma Nuove acque continuerà ad esistere e facciamo come ci pare”.

D’altra parte, era evidente che il metodo messo in campo dagli ex Ds di casa nostra non fosse destinato ad esaurirsi, nemmeno di fronte allo straordinario risultato del referendum e nonostante le dichiarazioni di facciata.

Un metodo che paga caro Alberto Ciolfi, “colpevole” di aver chiesto, alla vigilia delle elezioni amministrative di quest’anno, le primarie per decidere il candidato a sindaco del centro sinistra di Arezzo.

Proposta caduta nel vuoto.

Ora Ciolfi viene sostituito da un “organico” al Partito, l’ex sindaco di Castiglion Fiorentino Paolo Brandi.

La realtà è quella di un mondo delle partecipate che si conferma essere sotto il controllo completo del Pd. Come già detto in un post precedente, è una “scatola magica” dove riciclare ex sindaci, assessori e amici di amici con la poltrona assicurata assieme ad un lauto stipendio.

Un vero e proprio scempio che non può più passare sotto silenzio.

IL METODO PDultima modifica: 2011-06-29T23:20:00+02:00da ilcozzo
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