L’ANTI FACEBOOK E LA MORTE PER UN ALGORITMO

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C’è un mistero che da qualche mese avvolge l’anti facebook. Parliamo del progetto “Diaspora“, il social network open source ideato da quattro studenti della New York University. Uno dei giovani sviluppatori, Ilya Zhitomirskiy, è stato trovato morto nella sua casa di San Francisco, lo scorso novembre. Da subito si è parlato di un possibile suicidio. Il motivo? Tra le voci che circolano in rete, si parla dell’eccessiva pressione e del troppo stress su un ragazzo di appena 22 anni

“Ilya era un ragazzo straordinario – si legge tra i commenti alla notizia, diffusa dai più importanti siti web del settore -. Un giovane positivo che voleva cambiare il mondo. Diaspora era solo l’inizio”.

Un algoritmo del social network ultimamente sembrava non dare i risultati sperati. Questo potrebbe aver portato alla depressione il 22enne.

Se fosse realmente così (le vere cause della morte non sono state ancora rese note) saremmo probabilmente di fronte alla prima morte causata da competizione tra social network. O più semplicemente a morte per un algoritmo.

Intanto Diaspora va avanti. Gli altri giovani fondatori non hanno fermato lo sviluppo del progetto. L’obiettivo  è semplice. A fronte di quel sistema centralizzato, censorio, padronale che è Facebook, Diaspora si pone l’obiettivo di offrire la totale privacy e la garanzia di uno scambio di informazioni anarchica e libera.

Ogni macchina su cui Diaspora è installato è detto pod. La sua funzione è di aggregare tutte le informazioni dell’utente, detto seed, che lo possiede: il profilo Facebook, Tweets e qualsiasi altra cosa. Il pod raccoglie tutte queste informazioni in un unico luogo e permette un facile scambio di informazioni fra un servizio e l’altro. Nelle intenzioni degli ideatori, il decentramento permetterà inoltre agli utenti di riappropriarsi della propria rete sociale: le relazioni con gli altri nodi “amici” saranno sicure perché criptate.

Al momento si può partecipare al social network solo attraverso un invito. E’ possibile aggiungere la propria mail alla lunga lista d’attesa direttamente sul sito web del progetto.

L’iniziativa ha ricevuto 200.000 dollari di finanziamenti spontanei su Kickstarter. Anche Mark Zuckerberg ha donato un contributo.

L’ANTI FACEBOOK E LA MORTE PER UN ALGORITMOultima modifica: 2012-03-11T14:33:00+00:00da ilcozzo
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